Archivio di maggio 2026

Madama Butterfly al Verdi di Trieste

martedì 5 maggio 2026

Atmosfera delle grandi occasioni al Verdi di Trieste per la prima di Madama Butterfly nell’ allestimento di Alberto Triola già presentato negli anni scorsi con notevole successo.  Un allestimento apparentemente semplice, minimalista che riporta a un Giappone che non esiste più da molto tempo , travolto dalla durezza dei tempi moderni sempre più assordanti e inesorabile nella schiacciante modernità. Ciò Ciò San su cui e’ completamente basata la tragedia puccinana e’ invece qui una fragilissima creatura vittima della propria ingenuità, dell’ indifferenza di un americano superficiale ma anche delle convenzioni sociali del vecchio Giappone. Triola punta molto sulle luci soffuse sul bianco e nero sui chiaro scuri,  su pochissimi elementi scenici,ma sull’ intensità non solo del canto ma anche delle pause o meglio dei silenzi,che fanno parte integrante del testo pucciniano. Si evidenziano così i costumi di Sara Marcucci curati come pure le luci di Stefano Capra. La direzione di Giulio Prandi  al debutto non solo in questo titolo ma anche specialista piuttosto nel barocco,si è’ dimostrata equilibrata ma spesso un po’lenta. Olga Maslova protagonista ha presentato una vocalità assai corretta in tutti i registri ma piuttosto anonima, priva di quell’ arte del recitar cantando che in un ruolo come questo appare fondamentale. Antonio Poli e’ un Pinkerton piu’ che pregevole in una parte antipatica ma di assoluto interesse per prestanza vocale. Ambrogio Maestri un rispettabile Sharpless, come pure la Suzuki di Michela Guarnera. Applausi trionfali al termine.

Lohengrin alla Fenice

sabato 2 maggio 2026

Opera romantica in tre atti dice la locandina del capolavooro wagneriane andato in scena alla Fenice con grande successo lo scorso aprile nella nuova messinscena firmata da Damiano Michieletto. Già,rappresentata con grande successo al Teatro dell’ Opera di Roma lo scorso novembre in occasione.   dell’ inaugurazione.. In un teatro gremito ( come quasi sempre del resto) Michieletto ha potuto sbizzarrirsi in un opera assolutamente moderna dove uscire dall’ambientazione originale non e’ più una particolarità ma la norma. Dobbiamo dire che la semplicità della trama che vede la lotta del bene contro il male e l,astrazione di un amore puro , quello fra Elsa e Lohengrin e la sostanziale trama fiabesca poco legata ad una ambientazione storica hanno visto nella regia di Michieletto una valida interpretazione. In tutti i casi i pochi elementi scenici presenti vogliono essere fortemente astratti come ormai si usa un po’ dappertutto e non disturbano piu’ di tanto il fluire musicale se non fosse per la scena finale dove delle tende plasticate grigie mosse dal vento dovrebbero significare il giudizio divino. Un po’ un effetto Ikea …ma capiamo che e’ difficile accomtentare tutti.  Sul piano musicale  Markus Stenz ci presenta un Lohengrin assolutamente contemporaneo con un’ orchestra nutritissima. Il Coro Maschile Ungherese ha dato di se’ un esempio ragguardevole.  Brian Jadge e’ un protagonista stentoreo imponente non sempre a fuoco nell’ intonazione ma ci affida un personaggio comunque interessante. Dorotea Herbert e’ una Elsa fragile ed insieme delicata ottima contrappozione alla Ortrud  di Chiara Mogini vero esempio di cattiveria pura resa con pertinenza. AntonyRobin Schneider un ottimo Heinrich come pure Claudio Otelli un ottimo Tellramund. Trionfo alla prima recita domenicale.