Archivio di luglio 2024

Spartacus al Festival di Lubiana

mercoledì 10 luglio 2024

Vi sono serate che incantano anche critici esigenti come noi abituati a essere tacciati di  essere incontentabili a causa anche della scarsa preparazione tecnica sulla danza classica, non solo del pubblico medio ma anche di gran parte della critica, che giocoforza considera solo l’aspetto espressivo  piuttosto che quello tecnico. Purtroppo per ottenere ottimi risultati sono necessari entrambi i componenti. Spartacus o meglio Spartak su musiche di Aram Kaciaturian e coreografie di Grigorovic come viene conosciuto nei paesi slavi portato in scena a Lubiana lo scorso primo luglio dal Corpo di ballo dell’opera di Astana può essere ritenuta una versione antologica. Possiamo tranquillamente affermare che il corpo di ballo di Astana ha qui dimostrato di poter tranquillamente sfidare i maggiori corpi di ballo europei sia per tecnica che appropriatezza stilistica. Altinaj Asilmuratova non è stata infatti solo un’etoile straordinaria ma si dimostra così anche maitre de ballet di eccezionale levatura. Sia sul versante maschile il ricco corpo di ballo di Astana ha dimostrato infatti compattezza agilità ma anche interpretazione accorata e sentita. Il cast era capitanato da Bahtjar Adamzan un ballerino dalla contenuta statura ( come del resto anche un po’ il resto del corpo di ballo) ma anche dall’elevazione notevole e dalla pulizia tecnica ragguardevole. Anche il Crasso di Arman Urazov soddisfaceva pienamente nella implacabile cattiveria richiesta dal personaggio. Frigia era una dolcissima Madina Unerbajeva mentre la Algina di Ajgerim Beketajeva era perfetta e algida come il faut.  Non si può tralasciare la splendida interpretazione dell’Orchestra Filarmonica slovena diretta da Miran Kolbl in modo decisamente adeguato e stilisticamente appropriato. Preziosi i costumi di Simon Virsaladze responsabile anche delle agili scenografie. Grande successo e ovazioni al termine della prima del 1 luglio al Cankarjev Dom.

Il Trovatore a Lubiana

martedì 9 luglio 2024

Grande serata lunedì sera al Cankarjev dom con il Trovatore nella nuova produzione del teatro del Maggio Musicale Fiorentino con la regia di Cesare Lievi ma soprattutto con la direzione del maestro Zubin Mehta,che ha avuto recentemente anche l’onore di avere a Firenze una sala a lui intitolata,considerata anche la dedizione che il maestro indiano ha dedicato al teatro fiorentino. Grande successo dicevamo per un titolo nazional popolare quale Trovatore che fa tremare le vene ai polsi di qualunque direttore e sovrintendente. Diciamo subito che la regia piuttosto semplice di Cesare Lievi appariva  convenzionale e lasciava molta gestualità all’iniziativa dei singoli . L’ambientazione non era quella originale risultando piuttosto modernizzata, ma in tutti i casi non disturbava l’occhio, permettendo di concentrarsi così sull’aspetto prettamente musicale. La direzione di Mehta appariva improntata alla tradizione senza tagli riaperti,ma soprattutto senza le originali danze ormai irrinunciabili. risultava cosi’una visione più interessante sul piano dei cantabili spianati e drammatici che su quella degli slanci e degli allegri. In pratica avremmo auspicato stacchi più energici ad esempio nelle cabalette. Inoltre Mehta dava spesso quella sgradevole sensazione di lasciare un po’troppa discrezione ai solisti nella scelta dei tempi.Ottima la prova sia del coro che dell’orchestra del Maggio. Protagonista era Matteo Desole un giovane tenore non esattamente lirico spinto o drammatico come la tradizione ci ha abituato, ma comunque interessante sia per timbro come pure per fraseggio.  A tale proposito ricordiamo che la parte di Manrico era stata scritta da Verdi per lo stesso tenore che interpretava Duca di Mantova e Alfredo della Traviata.  L’opera viene talvolta chiamata la Zingara a testimoniare la presenza da vera protagonista del ruolo di Azucena. In questo caso Olesja Petrova si dimostrava infatti non solo cantante ma anche attrice di primo livello. Voce decisamente scura e con il carattere deciso e sicuro richiesto dal ruolo, il mezzosoprano in carriera internazionale ha avuto meritate ovazioni sia durante la recita come pure negli applausi finali.Leonora era Carolina Lopez Moreno che si dimostrava una Leonora di tutto rispetto, capace di sfumare anche gli acuti che solo talvolta sono sembrati un po’fissi e stimbrati. Anche la presenza scenica era adeguata.Leone Kim nell’ impegnativa parte del Conte di Luna non è sempre stato sicurissimo nell’emissione, ma ha comunque dato del personaggio un’incarnazione credibile.Ferrando era Giorgi Manosvili dalla vocalità corretta e sicura. Prolungate ovazioni finali in un trionfo generale.