Spartacus al Festival di Lubiana

Vi sono serate che incantano anche critici esigenti come noi abituati a essere tacciati di  essere incontentabili a causa anche della scarsa preparazione tecnica sulla danza classica, non solo del pubblico medio ma anche di gran parte della critica, che giocoforza considera solo l’aspetto espressivo  piuttosto che quello tecnico. Purtroppo per ottenere ottimi risultati sono necessari entrambi i componenti. Spartacus o meglio Spartak su musiche di Aram Kaciaturian e coreografie di Grigorovic come viene conosciuto nei paesi slavi portato in scena a Lubiana lo scorso primo luglio dal Corpo di ballo dell’opera di Astana può essere ritenuta una versione antologica. Possiamo tranquillamente affermare che il corpo di ballo di Astana ha qui dimostrato di poter tranquillamente sfidare i maggiori corpi di ballo europei sia per tecnica che appropriatezza stilistica. Altinaj Asilmuratova non è stata infatti solo un’etoile straordinaria ma si dimostra così anche maitre de ballet di eccezionale levatura. Sia sul versante maschile il ricco corpo di ballo di Astana ha dimostrato infatti compattezza agilità ma anche interpretazione accorata e sentita. Il cast era capitanato da Bahtjar Adamzan un ballerino dalla contenuta statura ( come del resto anche un po’ il resto del corpo di ballo) ma anche dall’elevazione notevole e dalla pulizia tecnica ragguardevole. Anche il Crasso di Arman Urazov soddisfaceva pienamente nella implacabile cattiveria richiesta dal personaggio. Frigia era una dolcissima Madina Unerbajeva mentre la Algina di Ajgerim Beketajeva era perfetta e algida come il faut.  Non si può tralasciare la splendida interpretazione dell’Orchestra Filarmonica slovena diretta da Miran Kolbl in modo decisamente adeguato e stilisticamente appropriato. Preziosi i costumi di Simon Virsaladze responsabile anche delle agili scenografie. Grande successo e ovazioni al termine della prima del 1 luglio al Cankarjev Dom.