Archivio di ottobre 2023

I due Foscari alla Fenice

mercoledì 25 ottobre 2023

Fra le opere del giovane Verdi forse i due Foscari sono la meno popolare. In effetti se paragonati a Ernani o ai Lombardi o ancora meglio al Nabucco il raffronto risulta abbastanza a sfavore della partitura tratta dal dramma di Lord Byron. Ciò non toglie che le scure tinte del dramma veneziano andato in scena a Roma nel 1844 non siano ricche di fascino e soprattutto non permettano ai protagonisti una certa introspezione psicologica e scritture vocali interessanti. Il teatro veneziano ha presentato l’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino a firma di Grischa Asagaroff che non appariva particolarmente interessante ma non disturbava nemmeno l’occhio. Indubbiamente una Venezia molto tradizionale nelle scene e nei costumi di Luigi Perego. Non vi sono molte idee registiche e una certa atmosfera plumbea non aiutava a tener viva l’attenzione dello spettatore. Nota positiva invece per le brevi danze di Cristiano Colangelo.  Una certa noia si riscontrava poi della direzione di Sebastiano Rolli che accentuava certe ritmiche tipiche della tradizione verdiana più vetusta invece che alleggerire anche per evidenziare i pregi dei solisti piuttosto che i difetti. Vero protagonista diventava così il coro del teatro che diretto dal maestro Alfonso Caiani dava una vera lezione di colori e accenti verdiani. Il cast trovava nell’intensa presenza di Luca Salsi un Francesco Foscari di tutto rilievo all’altezza del ruolo per intensità vocale e padronanza della tessitura nella sua completa estensione. non lo stesso si può dire di Francesco Meli nel ruolo di Jacopo che nella recita del 14 ottobre appariva visibilmente affaticato in particolare nella prima parte dell’opera. Ci auguriamo che possa riprendere il suo smalto abituale senza problemi. Anastasia Bartoli da parte sua pur in possesso di una vocalità più che interessante presentava le stesse problematiche vocali espresse nell’Elvira dell’Ernani. Suoni sforzati nel settore acuto e spesso sgradevoli. Ottima invece nel settore centrale e nelle intenzioni espressive. Buone nel loro insieme le cosiddette seconde parti . Qualche “beccata” di pubblico all’indirizzo tenorile durante la recita ma grande successo finale.

Cavalleria alla Fenice

mercoledì 25 ottobre 2023

Dopo la lunga pausa estiva il Gran Teatro alla Fenice ha deciso di riaprire con uno fra i titoli più popolari del repertorio ,Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, solitamente abbinata ai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.Il capolavoro mascagnano anche se di breve durata ha però in sè, una tale quantità di drammaticità da non far sentire troppo la mancanza di altro . Sarebbe stato comunque interessante aggiungere una volta tanto un titolo di balletto contemporaneo anche solo per avvicinare certa parte del pubblico non troppo avvezzo alla nobile arte coreutica. La nuova produzione a firma di Italo Nunziata pur spostando l’azione in tempi più moderni di quelli dell’ambientazione tratta dalla celebre novella di Giovanni Verga appariva calzante alle roventi atmosfere sicule che ora come oggi non lasciano scampo.la scena parzialmente diroccata lasciava spazio a un’accurata recitazione lontana dalla concitata declamazione di certo verismo.  Siculo il regista ma siculo anche il direttore Donato Renzetti di comprovata esperienza al quale al di là di una innegabile professionalità avremmo richiesto un maggiore trasporto soprattutto nella ricca tavolozza coloristica di cui questa partitura è così ricca. Il cast vedeva nella brillante vocalità del tenore francese Jean Francois Borras la sua eccellenza ma anche la Santuzza di Silvia Beltrami ben assolveva il suo ruolo. Efficace Dalibor Jenis come Alfio come pure Lola di Martina Belli e e Lucia di Anna Malavasi.Ottima prova del coro della Fenice.