Archivio di aprile 2025

Festival di primavera al Rossetti di Trieste.

venerdì 18 aprile 2025

Il Politeama Rossetti di Trieste ha visto nello scorso fine settimana un’interessante iniziativa piuttosto nuova per Trieste : Wiener Symphoniker con ben tre programmi diversi e per nulla scontati nella loro diversità e originalita’. Quello che e’tradizionalmente il teatro più popolare di Trieste si è trasformato così in una grande sala da concerto affollatissima da un pubblico festante ma soprattutto internazionale, tale da farci sembrare ospiti in una città’ straniera . Poco importa o anzi meglio cosi, quando le sale sono affollate significa che non si sbaglia nei contenuti. I Wiener simphoniker sono da distinguersi dai piu’celebri Philharmoniker che sono l’orchestra dell’Opera di stato di Vienna. Nel 125 anniversario dalla loro fondazione i Symphoniker hanno
celebrato degnamente con il primo concerto quello di venerdi. In esso venivano presentati i ballabili da tre grand’opera di Verdi ,Macbeth , Aida e Don Carlos nelle edizioni parigine. Tali musiche che non vengono quasi mai eseguite in teatro, sono fra le più pregevoli composte da Verdi . Il direttore Peter Popelka ha dimostrato nell’esecuzione senso teatrale e autentico brio verdiano, senza esagerare gli eventuali effetti di dubbio gusto che si annidano nelle partiture di genere ballettistico. La seconda parte del concerto, di genere completamente diverso, era centrata sul primo atto di Walchiria di Wagner. Il grande tenore Michael Spyres dimostrava sicurezza e facilità di emissione nell’impegnativo ruolo di Siegmund,interpretato con attinenza stilistica,senza quei suoni ingolati che si odono spesso dai tenori drammatici. Al suo fianco Sarah Wegener un’ottima e significativa Sieglinde e Georg Zeppen un valido Hunding. Peccato per l’assenza dei sottotitoli che avrebbero aiutato molta parte del pubblico nella comprensione del testo. Grande affluenza del pubblico nel terzo concerto quello di chiusura della tournée. Nel concerto pomeridiano di domenica l’operetta faceva da padrona nelle arie di Johan Strauss e Josef Strauss, oltreche’ di Franz Lehar, interpretate con grande leggerezza e gusto da Michael Spyres .
Peccato che le arie erano solo due se non consideriamo il duetto con soprano: Tace il labbro eseguito come bis.Vorremmo comunque mettere l’ accento sulla, eccezionale vocalità, del tenore Spyres che ci e’ sembrato ampiamente non abbastanza valutato in questo ultimo concerto di domenica. Avremmo infatti voluto ascoltarlo in altre arie da operette magari in duetti con soprano. Una vocalità, versatile ed estesa che ricordiamo comprende ruoli rossiniani e belcantisti in genere fino a quelli wagneriani, avrebbe meritato un maggiore impiego. Osservazione da tenere presente soprattutto in vista della presenza nella prossima stagione del tenore Francesco Meli che non mancheremo di ascoltare assai volentieri.Non possiamo dimenticare però, la parte centrale del concerto con una calda esecuzione del Cpriccio italiano di Ciaikovski dove venivano videnziati dal direttore Popelka gli aspetti più, intimistici della partitura ispirata al folklore italiano più schietto.

Anna Bolena alla Fenice

sabato 5 aprile 2025

Torniamo all’antico e sarà il migliore dei progressi! Sembra questo voler essere il pensiero di Pier Luigi Pizzi che, sembra strano  ma vero,presenta la sua prima versione di Anna Bolena di Donizetti nel massimo teatro veneziano con grande successo. La partitura che fa parte della celebre trilogia insieme al Devereux e alla Stuarda e’ stata eseguita in versione integrale con tutti i tagli riaperti e con i da capo variati .Restituita così alla sua versione originale priva delle incrostazioni e dei tagli previsti dallla tradizione la partitura diretta da Renato Balsadonna ha potuto risplendere di una luce sospesa fra quella rossiniana ma piuttosto protesa all”incalzante nuovo romanticismo del Donizetti più maturo. Dicevamo del ritorno all’antico che caratterizza il metteur en scene ultra novantenne che cura ogni particolare di scene e costumi come  fosse un affresco cinquecentesco e non si preoccupa troppo di stupire con trovate o trasposizioni temporali di dubbio gusto. Qui poi persistono i colori scuri i grigi a significare l’infelicita’ di tutti i personaggi che giacciono nello sconforto a causa delle traversie amorose e di un destino ingrato. Certamente Pizzi ha potuto anche contare su un cast non solo adeguatamente preparato ma anche partecipe,anche perché non costretto dalle solite divagazioni imperanti in certe regie stravaganti.Balsadonna al di là di un’ouverture dallo stile pompier assecondava con appropriatezza le esigenze dei solisti chiamati ad impegnative variazioni. In primis Lidia Fridman una Bolena finalmente dal timbro scuro a volte mascolino  e dalle agilità sgranate senza problemi. Certo non ci si puo’ aspettare da lei le morbidezze e la varieta’ del fraseggio di una Devia o di una Gruberova, tacciate a loro volta di non essere abbastanza drammatiche per il ruolo della Bolena. Al suo fianco Enea Scala Percy di notevole impatto non solo vocale ma anche interpretativo. In splendida forma Carmela Remigio come Seymour ha sfoderato una fatale sue migliori prove degli ultimi anni. Alex Esposito e’stato un Enrico VIII protervo e arrogante . Manuela Custer ha impersonato a sua volta uno Smeton tutt’altro che secondario. Trionfo finale alla recita del 4 aprile.