Rigoletto al Verdi di Trieste

Passato da molto il tempo in cui il Verdi di Trieste si distingueva per l’originalità dei suoi titoli. Si rappresenta così ancora Rigoletto, il capolavoro verdiano che non ci stanchiamo mai di ascoltare. Eric Chevalier presenta una realizzazione scenica abbastanza tradizionale con costumi che sembrano proprio voler caratterizzare in tutto e per tutto quello che ogni appassionato ha in mente di quest’opera . Un grande muro semovente posto in centro scena per cercare di caratterizzare l’insieme dell’infelice storia del povero gobbo alla corte del Duca di Mantova, come nel grande dramma di Victor Hugo. Eric Chevalier da parte sua non sembrava voler dare letture psicologiche particolari neppure nella gestualità, lasciando ai singoli cantanti una certa libertà. Il regista si immagina infatti che lo spettatore si avvicini per la prima volta all’opera e vuole così restare aderente al testo come sarebbe sempre giusto. Sul podio c’era la giovane Valentina Peleggi che è un talento non indifferente e fa ben risultare il capolavoro verdiano senza esagerare nelle sonorità ma restando però nell’ambito della tradizione, senza quindi riaprire i tagli come ormai oggi appare indispensabile fare e affrontare così l’edizione critica. Detto ciò bisogna riconoscere uno slancio direttoriale che non impediva ai cantanti di esprimersi con libertà, pur essendo sempre ben sostenuti dalla bacchetta.L’orchestra ampliata al di fuori della fossa e posizionata in parte della platea risponde con sicurezza e precisione alla direttrice. Il cast era all’altezza della situazione con uno splendido Duca di Mantova interpretato da Antonio Poli, che ha timbro sprezzante e fascinoso, arroganza comme il faut e facilità comunicativa. Rigoletto di David Cecconi è raffinato e interiorizzato ma sempre su una linea elegante e corretta. Gilda di Ruth Iniesta è passionale e sentita anche se non in possesso di un timbro argenteo . Fra le parti di contorno solo il Monterone di Rocco Cavalluzzi appariva carente mentre tutte le altre parti più che soddisfacenti. Grande successo alla prima con applausi anche durante la recita.