Il Verdi di Trieste chiude la stagione 2025 con il belcanto.
Una menzione particolare va fatta al Verdi di Trieste che ha chiuso il 2025 con due concerti dedicati al belcanto. Noncurante della imperante moda nazionale che mette in secondo piano L’ esecuzione di concerti lirici sinfonici sostenendo che le arie liriche vanno eseguitesolo all’interno delle opere stesse,l’applauditissimo concerto di fine anno ha visto un generosissimo programma in cui tre solisti di prima grandezza affrontavano un nutritissimo programma lirico con arie famose per lo più belcantistiche tratte dal repertorio italiano. Altra vera chicca e’stato l’antivigilia di Natale con l’esecuzione della Petite Messe Solennelle vero capolavoro della maturità rossiniana, eseguito nella sua versione orchestrale in cui il direttore Giulio Prandi ha dimostrato appropriatezza stilistica ed attenzione alle esigenze dei 4 solisti. In primis il basso Davide Giangregorio che in sostituzione del previsto Alessandro Ravasio ha dimostrato eleganza difraseggio e pertinenza interpretativa.il tenore Chuan Wang a dispetto di un timbro non gradevolissimo ha affrontato l,i,pegnativa tessitura con facilità, mentre il bel timbro e l’accurata emissione di Alina Tkachuk hanno consentito l’ascolto delle splendide pagine dedicate al soprano. Il caldo timbro di Michela Guarrera ha fatto si, che il pezzo finale lasciasse nelle orecchie dell’ ascoltatore un’aura magica.Notevole anche L, esecuzione del coro affidato alle cure di Paolo Longo. Atmosfera completamente diversa per il concerto di fine anno che ha visto un generale trionfo di pubblico in un programma assai popolare ma improntato al belcanto. In esso il direttore trevigiano si è’ impegnato con vigore e slancio mantenendo sempre grande professionalità, ed attenzione alle partiture. presentandoisingoli pezzi con qualche parola di introduzione ha permesso cosi’ anche agli spettatori meno preparati di approfondire le proprie conoscenze. Il cast vedeva nella presenza di Jessica Prato la vera punta di diamante.il soprano australiano sie’ dimostrata assai generosa eseguendo Linda di Chamounix Sonnambula il duetto del Rigoletto e l’aria della bambola dai Cntes d’ Hoffmann di Offenbach senza mai risparmiarsi nell, esecuzione di ogni possibile virtuosismo con magistrale sicurezza. Anche il giovane tenore Marco Ciaponi ha dato il massimo di se’ nella celebre aria dei nove do dalla Fille di Regiment eseguendo abbellimenti ed acciaccature a volontà,gran sicurezza poi nel duetto del Rigoletto.Ottima anche la tenuta vocale nella celebre aria di Lehar Tu che m, hai preso il cuor dal Paese del Sorriso. Giorgio Caoduro ha dato il massimo di se’ nell ” Udite udite o rustici” dove ha esibito uno splendido sillabato. L, impegnativa pazzia di Assur dalla Semiramide Rossiniana hanno ben aperto il concerto. parte sostanziale del trionfo e’ stata conferita dal coro del Verdi che ha ben equilibrato L’ insieme sinfonico lirico di un concerto che darebbe piacere fosse riproposto piu’ spesso.