Figaro doppio protagonista inaugura la stagione 2026 del Verdi di Trieste
Insolita inaugurazione quella del Verdi di Trieste. Da un lato il rossiniano Barbiere di Siviglia, dall’altro le mozartiana Nozze di Figaro. I due capolavori portati in scena da un unico regista, il decano Pier Luigi Pizzi appassionato cultore del Settecento e primo Ottocento in particolare belcantistico. Usufruendo di un unico impianto scenico l’esperto regista (nonagenario) ha voluto cosi’mettere l’accento sulla recitazione dei singoli protagonisti. Entrando nel dettaglio del Barbiere, il regista ha accentuato con una luce accecante Siviglia. Nella grande pulizia scenica mancava però quella tradizione comica che se da un lato non deve essere appesantita da troppe trovate di dubbio gusto, qualche sorriso e qualche risata la deve pur concedere. In pratica mancavano un po’di quelle spiritosaggini che, senza distrarre dalla musica, aiutano lo spettatore meno attento alla trama a divertirsi un po’. Bartolo di Marco Filippo Romano era forse il personaggio più calzante. Annalisa stroppia era una solida Rosina mentre la vocalità di Figaro convinceva più nell’ intrepretazione che nel timbro. Ottimo Almaviva Marco Ciaponi mentre qualche problema abbiamo rilevato nel Basilio di Abramo Rosolen. Anche la Berta di Anna Maria Chiuri appariva discreta. Sempre corretta la direzione di Enrico Calesso. Trionfo alla serata inaugurale con un pubblico elegante. Diverso il discorso da farsi per Le Nozze di Figaro andate in scena il giorno dopo con grande successo. Uno spettacolo apparso fin dall’inizio molto più’riuscito sotto ogni profilo. Calesso ha saputo infondere alla partitura mozartiana aurea simplicitas,assai difficile da ottenere, mentre anche la Regia di Pizzi giustamente meno comica ma forse più malinconica nella giusta maniera e’risultata più’calzante. Il cast di ottimo livello vedeva nella Susanna di Carolina Lippo e nel Cherubino di Paola Gardina le migliori rappresentanti. Sul versante maschile avremmo preferito vedere Simone Alberghini nel ruolo del Conte e Giorgio Caoduro in quello di Figaro, ma la vocalità di entrambi e’apparsa assolutamente adeguata e calzante dall inizio alla fine. Ottima la Contessa di Ekaterina Bakanova. Trionfo finale anche per il capolavoro mozartiano.