Vittorio Grigolo in recital alla Scala

Vittorio  Grigolo è il giovane tenore italiano portato alla ribalta internazionale dalla celebre versione di Rigoletto con Placido Domingo nel ruolo di Rigoletto prodotto dalla Rai e visto in Mondovisione. Recente il trionfale debutto alla Scala nel bel ruolo di Roméo nell’omonima opera di Gounod, dove ha perfettamente centrato il personaggio e la vocalità . La bella presenza e il bel timbro vocale da vero tenore lirico sono in lui pregi evidenti. Lunedi sera al difficile banco di prova di un recital di canto alla Scala è stato accompagnato dall’assai esperto Vincenzo Scalera. La prorompente personalità del giovane tenore è apparsa da subito in tutta la sua irrefrenabile energia. Il dominio dei mezzi vocali, l’impostazione corretta e la genuina comunicatività non sono certo mai mancati. Ciò che è mancato invece in particolare nella prima parte dedicata al belcanto italiano del primo Ottocento è stata piuttosto l’aderenza stilistica che fa di Bellini qualcosa di diverso da Donizetti, da Verdi e da Rossini. Un’agitarsi continuo anche scenicamente ha inficiato una prova che se dosata da un maggior controllo avrebbe potuto dare risultati artistici invidiabili. Il belcanto italiano inoltre dovrebbe essere comunque esempio di aristocratica sensibilità, di abbandono estatico, mai di istintività non repressa anche se genuina. Intendiamoci niente da dire sull’emissione e la correttezza della tecnica vocale. Sarà forse per questo motivo che la seconda parte del concerto dedicata a canzoni più tarde, fine Ottocento primi Novecento quali quelle di Paolo Tosti o di Leoncavallo, sono sembrate molto più calzanti ed adeguate alla personalità dell’artista. Assai generosa è stata poi la conclusione con i numerosi bis fra cui la celeberrima Mamma ,”Una furtiva lagrima” eseguita con cura belcantista, Amor ti vieta”da Fedora e infine l’immancabile “O sole mio”. Esemplare è stato l’accompagnamento di Vincenzo Scalera.