Roméo et Juliette della Waltz alla Scala

Se Hector Berlioz non è indubbiamente il compositore più noto e amato sulle scene italiane e la sua musica non fra le più danzabili in assoluto, una ragione ci dovrà pur essere. Nonostante ciò la versione di Romeo e Giulietta, celebre dramma Shakespeariano, andata in scena al Teatro alla Scala con ben dieci recite fra questa fine d’anno e inizio gennaio, ha avuto un grande successo e non immotivato.  Molte sono le coreografie dipanate sulla più celebre partitura di Sergei Prokofiev . Sasha Waltz, coreografa tedesca, fa parte in qualche modo di quella corrente chiamata “Tanz-theater” . Il lavoro della Waltz su Berlioz, è un atto unico di un’ora e 45 minuti anche se non fa gridare al miracolo per originalità di linguaggio coreografico, ha comunque un suo motivo d’essere e una sua dignità artistica. Lontana anni luce dalla cupezza espressiva di Pina Bausch, riesce a trasfondere alla sua creazione comunicatività e lirismo. Con grande femminilità e impronta contemporanea non dilania strutture e spezza il movimento ma lo lascia fluire con continuità espressiva. Certo la potenza ispirata dalla dirompenza di Berlioz non sembrano averla scossa in fondo più di tanto. E’un balletto di grandi insiemi di fazioni avverse com’è giusto ma anche di assoli assai pregnanti come quello di Giulietta e del veleno o quello di Romeo prima della morte. La seconda parte diventa assai corale nello spiegamento dei vivi rispetto ai morti a causa dell’amore. Sentita e profonda la linea del corpo di ballo della Scala che ha filtrato con intelligenza e sensibilità la creazione della Waltz. Emanuela Montanari è stata una Giulietta più che centrata nella plasticità mai fine a se stessa ma autenticamente protagonista.  Antonino Sutera  è stato un Romeo non sempre incisivo ma tecnicamente più che adeguato.  Autorevole e statuario il Frate Lorenzo di Mick Zeni. La direzione orchestrale  di James  Conlon è stata più che significativa mentre nessuno dei tre solisti vocali ci è sembrato degno di gran nota. Grande successo alla recita di martedì 8 gennaio.