Raymonda al Fraschini di Pavia

A volte è proprio il caso di dire che non tutto il male vien per nuocere. Dopo la cancellazione del previsto Don Chisciotte nell’interpretazione del Balletto Nazionale di Cuba si è aperta così la possibilità di ammirare il Balletto dell’Opera di Kiev nella presentazione di Raymonda di Alexander Glazunov, balletto in due atti su coreografie di Viktor Yaremenko direttore della compagnia fin dal 1999. Preziosa occasione dunque quella offerta al Teatro Fraschini di Pavia di conoscere un grande balletto praticamente sconosciuto in Italia ma pieno di attrattive. In primo luogo la preziosa partitura di Alexander Glazunov, compositore successore alla corte imperiale di San Pietroburgo del grande Ciaikovski, mancato nel 1893 come si sa in circostanze misteriose. Ma fu proprio lo splendore della partitura di Glazunov a convincere il grande Petipa a mettere in scena un ricco balletto in due atti. Come voleva il gusto del tempo l’amore per la corte di Francia viene messo in primo piano. Raymonda al tempo delle Crociate è la promessa sposa al conte Jean de Brienne e lo attende durante la sua permanenza in guerra. Il rivale musulmano Abderahkman ne mina l’integrità morale e fisica tentando di rapirla, ma l’intervento del

Conte la metterà in salvo e la preparerà alle prossime nozze. Nel secondo atto vi è tutto lo sfarzo di danze che prelude tali cerimonie. La coreografia di Yaremenko appare alleggerita o meglio sfrondata di tante parti che oggi potrebbero sembrare superflue, ma in particolare il secondo atto quello riservato alle danze celebrative risulta più che discreto .Le scene dipinte di Andrii Zabin sono funzionali mentre i costumi di Anna Ipatieva variopinti e suggestivi. Il corpo di ballo nel suo insieme dimostrava un buon livello esecutivo anche se non sfavillante. Si evidenziavano i solisti maschili in particolare Sergej Sidorskij come Conte e Alexander Sapoval un Abderakhman non pulitissimo tecnicamente ma pieno di aggressività e convincente nel suo ruolo malefico. Kenija Ivanenko delinea una Dama Bianca ma non abbastanza ambigua .Grande successo in un teatro quasi esaurito.