Pasqua barocca

L’Ensemble la Barocca diretta da Ruben Jais e la Settimana Santa,sono diventati già da anni un appuntamento imprescindibile per i milanesi rimasti a Milano nei giorni del grande esodo pasquale.  Anche quest’anno però le numerose attese per una sala quella dell’auditorium di largo Mahler non sono andate  affatto deluse. In primis per la luminosa esecuzione della grande Passione Secondo Matteo di Bach. In essa infatti il direttore milanese ha saputo infondere una personale interpretazione pur rispettando la compattezza e la grandiosità dell’unità stilistica bachiana. Non è facile infatti rendere quel perfetto equilibrio fra drammaticità spirituale ben lontano dalla teatralità di certi compositori settecenteschi e la sublimazione spirituale che riscontriamo in uno fra i più alti e complessi lavori mai compiuti da mente umana. In particolare il cast era molto curato ed equilibrato in ogni sua parte. La vocalità di Filippo Mineccia contralto fra i più convincenti, ha colpito non solo per la pregnanza del timbro autenticamente brunito ma anche per l’eleganza del fraseggio dispiegato in ogni passaggio. Meno significativo è stato invece l’evangelista di Clemens Loschmann poco incisivo e variegato nel fraseggio. Anche Celine Scheen soprano non ha dispiegato un timbro e una vocalità convincente. Discreti invece il basso Marco Granata e il tenore Tim Lawrence dalla buona vocalità.

Il concerto di Pasquetta aveva come giusto del resto un tono più leggero e piacevole. che si apriva con l’importante cantata Ein fest Burg di Bach. Anche in questo caso la presenza del contralto Filippo Mineccia ha contraddistinto assai positivamente la presenza vocale .Il concerto in La maggiore di Telemann per viola da gamba era poi presentato con perizia da Cristiano Contadin. L’Oratorio di Pasqua appariva poi in tutta la leggiadra e insieme profonda struttura barocca nella ottima direzione musicale di Ruben Jais che dimostrava cura e sostegno nei confronti di ogni solista. Pubblico partecipe e commosso in entrambi i concerti