Masnadieri al Festival Verdi

I Masnadieri su testo di Andrea Maffei è stato indubbiamente il titolo più gustoso del festival Verdi del Regio di Parma. Anno di celebrazioni verdiane in cui tutto è diventato un po’verdiano o all’opposto wagneriano. Il melodramma tragico tratto dal fosco dramma di Schiller non è certo fra i titoli più popolari del cigno di Busseto, considerate in effetti una fra le più basse percentuali di rappresentazioni del titolo nel bel paese. Se la trama corrusca non invoglia certo a comprendere l’intricato intreccio pensiamo che la ragione vera sia da ricondursi alla difficile ricerca dei due ruoli principali, quelli del soprano e del tenore, chiamati ad un impegno vocale assai oneroso per le proprie ugole. La giovane bacchetta di Francesco Ivan Ciampa si distingueva nella difficile arte dell’accompagnamento vocale dei cantanti, porgendo sempre il fraseggio ed evidenziando le virtù di essi. Senza mai affaticarli li sosteneva allo stesso tempo senza far sentire minimamente questo continuo assecondare. In pratica si riscontrava quella rara o rarissima dote dell’equilibrio fossa orchestra quasi completamente dimenticata in particolare dai divi della bacchetta tanto osannati da certa critica e pubblico. La regia del giovane Leo Muscato ( a quanto pare astro nascente di cui si attende un’inedita Africaine di Meyerbeer alla Fenice proprio in questo mese di novembre) pur essendo sulla linea di quell’imperante minimalismo ispirato dalla spending review,si basava su un ‘unica piattaforma ascendente di tono decisamente boschivo, che ben fungeva all’ambientazione originale dell’epoca. La presenza della star Roberto Aronica anche all’ultima replica, quella cui abbiamo assistito, sembrava un vero regalo. La protervia, la facilità nello slancio verdiano conferita dal tenore al ruolo di Carlo ci facevano ricordare tempi in cui ritrovare tenori verdiani non era impresa ardua. Aurelia Florian nell’impervia parte di Amalia dava una prestazione in crescendo, pur non dimostrandosi ancora così disinvolta nel drammatico di agilità che il ruolo richiederebbe. Ottima la presa di ruolo di Artur Rucinski giovane baritono dal bel timbro scuro. Grande successo finale per tutti.