Lotta di Ercole di Steffani a Martina

La Lotta d’Ercole con Acheloo di Agostino Steffani è una sfida vinta per il Quarantesimo Festival della Valle d’Itria. Se dovessimo infatti redigere una graduatoria artistica per definire il migliore spettacolo andato in scena quest’anno a Martina Franca, sarebbe questo a vincere il palmarés. A sconfessare ancora una volta il parallelismo che vuole dare agli spettacoli più costosi maggior interesse di pubblico, vi è infatti il grande successo ottenuto nel chiostro di San Domenico in occasione della prima ripresa in tempi moderni del Divertimento Drammatico di Steffani. Il troppo dimenticato compositore di Castelfranco Veneto   secentesco attivo per tanti anni alla corte del duca di Hannover dove l’opera fu rappresentata nel 1689. La breve ma efficace partitura nell’interpretazione pregnante del cembalista e direttore d’orchestra Antonio Greco ha caratterizzato con proprietà di linguaggio belcantistico l’ottima preparazione dei quattro solisti dell’Accademia del belcanto. Pur essendo quattro voci bianche di cui due soprani e due contralti ( in realtà tutte e quattro donne) hanno conferito varietà interpretativa pur nell’unità dello stile belcantistico o meglio del primo barocco. Appropriata la regia di Antonio Greco, autore anche delle danze così significative in una partitura assai breve. Ben tre balletti a significare appunto lo scopo principalmente “cortese “ della composizione, sottolineavano la componente sensuale ma insieme aristocratica della Lotta . Le diverse influenze musicali della corte di Hannover fra cui quelle francesi non certo minime influivano non poco ne contesto della struttura musicale della Lotta. L’Ensemble barocco dell’Orchestra Internazionale d’Italia ben rendeva il fascinoso mood musicale della splendida partitura accolta da grande successo nel capoluogo salentino.