La Cambiale alla Fenice

Seconda opera composta da Rossini a 18 anni, ma in realtà rappresentata per prima la Cambiale di matrimonio non appare affatto nuova a chi , quasi tutti i melomani che si rispettino, conosce bene il donizettiano Don Pasquale la cui trama è assai simile anche se non del tutto identica. La protagonista ama infatti un giovane squattrinato mentre il padre la vuol dare in sposa a un ricco commerciante americano. Trama non originalissima, se il pegno dl matrimonio non fosse proprio una cambiale. Rossini in questa operina dimostra subito la propria eccezionale capacità di conservare la tradizione pur innovandola staccandosi quindi dalla classica commedia dell’arte ma seguendo la tradizione teatrale italiana. La Fenice ha riproposto uno spettacolo non nuovissimo ma collaudato in ogni suo particolare, sotto la regia attenta dell’ex basso comico Enzo Dara che ha saputo conferire vivacità alle situazioni comiche senza appesantire con inutili volgarità tipiche di una certa vetusta teatralità .Funzionale Accademia di Belle Arti di Venezia con le scene di Stefano Crivellari i costumi di Federica Miani e le luci di Elisa Ottogalli. Ma l’asso nella manica di questa ripresa veneziana era la direzione del giovane Lorenzo Viotti che a parte una certa qual pesantezza conferiva presa teatrale all’insieme. Marina Bucciarelli nel ruolo di Fanny ha dimostrato buona professionalità ma scarso fascino nel timbro vocale . Corretto il Tobia di Omar Montanari e discreto lo Slook di Filippo Fontana. Ottimo il successo del pubblico nella replica del 17 settembre.