Il Verdi Di Trieste inaugura la stagione sinfonica 2020

Quasi a smentire la nostra ultima recensione dei concertoni Netrebko Kaufmann a Lubiana ecco il concerto inaugurale al teatro Verdi di Trieste. Presentato domenica scorsa al Teatro Verdi di Trieste con  due fra i più grandi nomi della lirica internazionale che hanno allietato il caldo pomeriggio triestino. Probabilmente a causa delle cancellazioni dovute alla terribile fase Covid che stiamo vivendo a tutte le latitudini  Marcelo Alvarez e Maria Josè Siri si sono potuti presentare al Verdi in un concerto dal programma popolare che più popolare non si può. La cancellazione del maestro Ciampa ha consentito al  maestro Jordi Bernacer di condurre con grande professionalità nonostante le poche prove. L’ Ouverture dei Vespri Siciliani è stata eseguita con giusto slancio verdiano. La famosa aria tenorile “E’ la solita storia del pastore” , veniva invece affrontata con troppo impeto da Alvarez mettendo in risalto non solo lo splendido timbro ma anche alcune forzature nell’emissione. Il soprano Siri apriva invece con una coinvolgente interpretazione di “Pace, pace mio Dio” dove poteva ben evidenziare la sicura vocalità e la facilità di esecuzione della temibile aria. Buona la prova del coro del Verdi in “O signore dal tetto natio” mentre la meno eseguita “O souverain, o juge, o père dal Cid di Massenet  permetteva ad Alvarez di esprimersi con agio nella tessitura drammatica della romanza. Toccante è stata poi l’interpretazione della Siri in “La mamma morta ” dagli accenti sentiti pur senza esagerazioni veriste come pure nel celebre ” Vissi d’arte”. Non poteva mancare ” Nessun dorma “eseguito discretamente da Alvarez. Emozionante anche l’esecuzione del coro nel celebrerrimo ” Va pensiero”. Convincente anche l’Intermezzo della pucciniana Manon Lescaut . Il concerto si concludeva degnamente con il duetto ” Mario ! Mario! Mario” dalla Tosca. Visto il successone il pubblico si sarebbe aspettato qualche bis in più al di là del verdiano “Libiamo, libiamo…..