Il re pastore al Verdi di Trieste

Dobbiamo ancora una volta ringraziare Mozart di essere esistito. Abbiamo infatti assistito lo scorso 25 ottobre al Verdi di Trieste alla prima rappresentazione assoluta in questo teatro de ll re pastore composto dal genio salisburghese a soli 19 anni . La potenza esplosiva della musica riusciva a far dimenticare la banalità e la scontatezza di un allestimento scenico pressoché inutile . Ricalcando le scene  del teatro Olimpico vicentino ormai straviste( ci sembra di ricordare la Clemenza di Tito) , non si sentiva assolutamente le necessità di aggiunta come quella di alcune pecorelle sospese o delle figure di soldati . La regia di Elisabetta Brusa si distingueva per la sua genericità se non fosse stato per una marcia maratonesca che distoglieva l’attenzione durante la magica aria “L’amerò sarò costante”. Per non parlare poi dei costumi  e delle parrucche maschili decisamente eccessive . In definitiva  vogliamo pensare che lo sforzo caricaturale sia stato voluto per dimostrare l’inutilità di certe realizzazioni sceniche tradizionali troppo datate anche se aderenti al testo.  La musica di Mozart non sia affatto di tono farsesco  in questo caso ma anzi assai serio. Il 1775 anno di rappresentazione a Salisburgo vedeva infatti il massimo trionfo in quest’opera della coloratura più ardita e virtuosistica in tutte le cinque parti . Come capita di dover dire un po’ troppo spesso il versante vocale femminile si è dimostrato superiore a quello maschile . In particolare la Elisa di Eva Mei  si è disimpegnata a livello della sua fama ormai consolidata di soprano coloratura ben sicura in ogni agilità. Alida Berti dal timbro non gradevolissimo esprimeva con personalità Aminta en travesti. Paola Antonucci  alle prese con una tessitura ardita come quella di Tamiri dava nell’insieme una bella prova. Tony Bardon e Alessandro Codeluppi  rispettivamente Alessandro e Agenore risolvevano con buona professionalità parti assai virtuosistiche. La direzione del giovane ma esperto Felix Krieger sosteneva senza inutili protagonismi le impegnative tessiture vocali essendo ben presente in ogni momento . Si sarebbe desiderato maggior afflusso di pubblico per un’occasione unica di ascoltare un Mozart meno noto ma sempre di grande valore musicale.