Il Lago al Verdi di Trieste

Il Lago dei cigni per il balletto è un po’ come il Trovatore per l’opera lirica:alfa e omega di ogni corpo di ballo, un vero banco di prova.  Al Verdi di Trieste in effetti sono stati ospitati negli anni ogni genere di corpi di ballo: dall’immenso Kirov passando per lo Stanislavskij o ai Ballets Trockadero  o il London Festival fino allo storico ballet del Marchese di Cuevas con Rudolf Nureyev nel 1961. La SNG opera in balet di Lubiana ha presentato una versione del capolavoro Ciaikovskiano con coreografie di Lynne Charles che non è facilmente comprensibile neppure da chi come noi assiste a tante produzioni da più di quarant’anni sulle scene internazionali. Da un lato non ci si è voluti infatti allontanare troppo dalla versione originale, quella di Petipa e Ivanov, dall’altro neppure osare una trasgressione totale, quale quella celebre ma decisamente originale di Matthew Bourne apparsa anche in DVD. Interventi più o meno evidenti sulla drammaturgia costellano questa coreografia fra i quali più marcati appaiono nel celebre passo a due del Cigno nero che viene sostituito da diversi cigni neri destinati e solo in alcune versioni unicamente al quarto atto. Ma anche dal punto di vista tecnico esecutivo il corpo di ballo dimostrava diversi punti critici o meglio alti e bassi. Probabilmente l’origine di tali disagi provenivano anche dalla direzione orchestrale di Ziva Ploj Persuh,direttrice dalle indubbie qualità ma molto più adatta a un concerto sinfonico piuttosto che all’accompagnamento di un balletto. Quasi totale mancanza di considerazione delle problematiche di un corpo di ballo, quali la scelta dei tempi, ma soprattutto assenza dell’elasticità richiesta a chi dovrebbe sostenere e assecondare il palcoscenico dall’inizio alla fine o per lo meno nei momenti critici. Abbiamo avuto insomma la netta impressione che la direttrice volesse emulare certi dittatori della bacchetta operistica piuttosto che mettersi al servizio del palcoscenico. Nota interessante  la particolarissima interpretazione di Laura Hidalgo alias Odette Odile; fisicamente ballerina assolutamente lontana da quello classico di Odette dotata di spalle larghe muscolatura accentuata nel torso presentava un personaggio assai inquietante ed ambigua adatta al Lago dei Trockadero nella loro accademica presentazione. Grande successo alla prima.