Excelsior come nuovo alla Scala

“Ancora Excelsior” sbottava una signora contemplando la locandina qualche sera orsono fuori dal Teatro alla Scala. In effetti il titolo non è certo fra i più nuovi e originali che si possano oggi programmare. Ma la tradizione vuole la sua parte  e soprattutto in momenti di grave crisi come questa, non solo economica ma anche di valori, è giusto dare al pubblico momenti di sano divertimento, soprattutto se sostenuto da una solida base storico-drammaturgico-musicale.

Il “ballettone” di Luigi Manzotti su musiche di Romualdo Marenco e coreografie di Ugo dell’Ara appariva qualche sera fa in splendida forma. Completamente rivistato e rinfrescato nei costumi sgargianti e privi di quel plumbeo velo radical-chic oggi tanto di moda non solo nel mondo della danza e a teatro. Ottimismo positivista presente infatti in ogni recondito meandro della imponente struttura drammaturgica che alterna quadri dominati dalla Luce a quelli imposti dall’Oscurantismo. Ciò che colpiva era la freschezza di esecuzione dell’intero corpo di ballo che dava l’impressione, peraltro non abituale, di eseguire la coreografia con quello slancio e quel buonumore che fanno parte dello stile originale della composizione. Lo spirito per certi aspetti circense della musica di Marenco  e della coreografia di Dell’Ara, apparivano in tutto il suo splendore. La rutilante esecuzione musicale di David Coleman, specialista del genere, ben lontano dal seguire i capricci dei ballerini, teneva imperterrita i tempi musicali senza troppo curarsi dell’aplomb neppure dei solisti. L’effetto era comunque raggiunto. Alina Somova , nella parte della Civiltà decisamente filiforme ed aristocratica, presentava leggerezza e distacco in ogni momento, e costituiva con Roberto Bolle una coppia di rara luminosità esecutiva e stilistica.

Molto meno in forma appariva invece Marta Romagna alla cui esperienza si sarebbe richiesta una maggiore convinzione nell’impegnativo ruolo della Luce. Pregnante era invece L’Oscurantismo di Massimo Garon. Seducente la Mora indiana di Sabrina Brazzo. Gran successo per tutti alla recita del 25 gennaio.