Elisir al Regio di Parma

Il Regio di Parma è stato da sempre teatro di grandi tenori. Quest’ultima produzione di Elisir d’amore non smentisce affatto tale affermazione. Celso Albelo che nel panorama internazionale è ormai una stella di prima grandezza, si sta infatti affermando non più solo come il “nuovo Kraus”, ma con una propria personalità, se vogliamo più esuberante, meno aristocraticamente contenuta, e con una comunicabilità più immediata e spontanea. Facilità nella zona acuta con puntature di tradizione, ma soprattutto una presenza scenica scoppiettante. In particolare nel secondo atto, dove il tenore canario al di là di una regia non troppo significativa, infarcisce con la sua propria verve un Nemorino di assoluto rispetto. Senza voler imitare il grande e indimenticabile Alfredo da noi apprezzato anche in questo ruolo alla viennese Staatsoper ormai diversi anni fa. La produzione parmigiana, non nuovissima, a firma di Marcello Grigorov, non si distingueva per particolari trovate sceniche o registiche, ma si manteneva nel solco di una certa eleganza e pulizia formale .in anni di esagerazioni  e travisamenti di ogni tipo è assolutamente apprezzabile. Occasione non colta dalla direzione di Francesco Cilluffo che dimostrava diverse volte qualche difficoltà nella concertazione  e nell’insieme non troppa personalità. Jessica Nuccio pur non essendo dotata di un timbro fra i più accattivanti si dismpegnava con professionalità in una discreta Adina. Vera sorpresa era invece Julian Kim come Belcore che in possesso non solo di giovanile freschezza adattissima al personaggio, sapeva ben modulare una vocalità calda e pastosa. Roberto De Candia era un simpatico Dulcamara. Notevole successo e affollamento di pubblico nella replica del 31 marzo.