Eleonora Duse alla Fenice

Abbiamo sempre riconosciuto a John Neumeier un ruolo predominante nel panorama internazionale dei grandi coreografi e non potrebbe essere altrimenti. La sua Marguerite et Armand sull’indimenticabnile concerto per pianoforte e orchestra di Chopin è fra le più commoventi rappresentazioni dell’infelice amore della Signora delle Camelie. Il Gran Teatro alla Fenice ha storicamente avuto con il coreografo tedesco un ruolo preferenziale, che ha permesso di portare a compimento la creazione delle Fantasie coreografiche di cui il grande coreografo ha curato anche le scene le luci e i costumi. Alessandra Ferri, non più giovanissima, ma sempre in possesso di una carica drammatica non indifferente è stata così al centro di una creazione irripetibile, concepita sulle sue capacità espressive. Ferri tralascia ogni aspetto virtuosistico per concentrarsi su quelli meramente lirici di una vita intensa nei diversi amori della grande diva vissuti da protagonista come una moderna eroina. Le musiche di accompagnamento che in Neumeier come in tutti i grandi coreografi non sono mai secondarie, ma sempre al centro dell’azione erano di Britten e di Part e sono apparse quasi sempre suggestive e pregnanti anche se talvolta mancavano di parti brillanti o almeno non tristissime. Un’ atmosfera plumbea nella lunga prima parte che terminava con gli imponenti funerali della diva. Nella seconda parte si respirava un’aria molto più lirica in cui la diva rievocava i suoi passati quattro amori : il seduttore, il soldato , il mentore e soprattutto il suo pubblico. Notevoli tutti e quattro i danzatori : Karen Azatyan , Alexandr Trusch Alexandre Riabko, come pure Marc Jubete. Rimarchevole la prestazione dell’Hamburg Ballet come da aspettative. L’Orchestra della Fenice era ottimamente diretta da Luciano Di Martino.