Archivio di agosto 2013

Giovanna d’Arco

lunedì 19 agosto 2013

Giovanna d’Arco è spettacolo ideato in sostituzione di una produzione annullata per motivi finanziari e allestito con materiale scenico già preesistente e riciclato per l’occasione con la regia di Fabio Ceresa e la direzione di Riccardo Frizza. Il giovane non è più solo una promessa nell’attuale panorama direttoriale. La sua direzione è stata rivelatrice di una partitura da noi già ascoltata ma che appariva qui ricca di colori e sfumature inedite. Una lettura leggera e precisa d’impronta piuttosto belcantistica che si allontanava da impeti naif per presentare piuttosto nuances notturne e soffuse, lontane dalla classica estetica degli “anni di galera” verdiani. Jean François Borras era un Carlo VII dalla dizione chiara e precisa e dalla bella cavata. Il baritono Julian Kim nella impegnativa parte di Giacomo, soddisfaceva pienamente chi ricercava un bel timbro verdiano anche se il giovane interprete ha ancora un po’ di strada da percorrere. Jessica Pratt che è pure una serie professionista, mancava ancora una volta l’obiettivo di dimostrarsi un’interprete significativa. Nel difficile ruolo di Giovanna cercava di dare il meglio di sé ma la tessitura la vedeva spesso in difficoltà e priva di quella sicurezza e disinvoltura non solo verdiane ma anche autenticamente belcantistiche. Grande successo per entrambe le repliche cui abbiamo assistito nell’atrio del palazzo Ducale di Martina Franca. Ancora una volta l’assioma secondo il quale con pochi soldi spesi si ottiene uno spettacolo scadente è stato smentito.

Crispino e la comare inaugura Martina Franca

venerdì 16 agosto 2013

Crispino e la comare dei fratelli Ricci su libretto del celebre Francesco Maria Piave che ha inaugurato il trentanovesimo Festival della Valle d’Itria si presenta una fra le proposte più interessanti . Per alcuni aspetti antesignano della moderna operetta il melodramma fantastico-giocoso  di Luigi e Federico ha in sé anche non pochi motivi drammatici, situandosi così a mezza strada fra il comico e il tragico.  Il dialetto napoletano avrebbe però avuto bisogno di sopratitoli in italiano ormai irrinunciabili per la comprensione ai più di un testo pressoché sconosciuto. Il lavoro incentrato sulle traversie del povero Crispino, nonostante la professionale conduzione musicale del giovane Jader Bignamini. Non sono risultati evidenti grandi spunti musicali che possano allontanarsi da Donizetti o da certo Rossini minore. La moderna e movimentata regia di Alessandro Talevi non solo coglieva i numerosi risvolti tragicomici trasferendo l’azione in un contemporaneo mondo radiotelevisivo ma faceva ravvisare anche numerosi riferimenti al mondo del cinema. Ammiccamenti e gags sempre presentate con gusto e simpatia in particolare nella figura del baritono protagonista Domenico Colaianni dalla vocalità brunita e precisa del ruolo di Crispino. Stefania Bonfadelli era Annetta graziosa e charmante anche se non sempre a suo agio nelle ardite agilità di una parte fortemente esposta in una scrittura di grande virtuosismo . Bel successo di pubblico alla nostra recita che era l’ultima del Festival.  

L’ambizione delusa a Martina Franca

martedì 6 agosto 2013

Il successo pieno del Festival della Valle d’Itria di quest’anno, trentanovesimo per la precisione, conferma non solo la validità della gestione del giovane direttore artistico Alberto Triola ma anche la quasi totale infondatezza del solito assioma : tanto denaro uguale grande festival e poco denaro misero festival. Non si capisce affatto il motivo per cui la prestigiosa manifestazione di Martina Franca non venga ancora equiparato ai maggiori festival come Pesaro, Ravenna, Spoleto o Torre del Lago. Martina Franca che frequentiamo dal lontano 1988, contrassegnato dagli anni d’oro del Maestro Rodolfo Celletti non ha nulla d a invidiare a Festival ben più famosi come quelli sopraccitati. Pur all’insegna della tradizione il festival martinese sta dando infatti prova di sapersi rinnovare e anche migliorare. Esemplare è stata infatti anche quest’anno la capacità organizzativa nel saper allestire e rappresentare, anche se in spazi diversi tre opere diverse in tre giorni in due spazi separati. Dobbiamo mettere l’accento anche sui concerti della mezzanotte, che pur sfidando la stanchezza di alcuni, hanno premiato la costanza di altri ascoltatori regalando chicche inaspettate come il concerto dei quattro controtenori o il Salve Regina scarlattiano nella preziosa chiesetta di San Francesco da Paola. Entrando nel merito L’ambizione delusa di Leonardo Leo è apparso in tutta la sua pienezza e compiutezza artistica. Capolavoro del 1742 dimenticato alla Biblioteca Nazionale di Parigi non era mai stato eseguito prima d’ora. L’esecuzione che abbiamo potuto assaporare nel chiostro di San Domenico si può infatti inscrivere negli eventi musicali di questi ultimi anni. Non ci stancheremo mai di ripetere che la riscoperta di partiture dimenticate come questa vale da sola tante esecuzioni mediocri di opere di repertorio straeseguite un po’dovunque e fatte solo per riempire il botteghino. La commedia pastorale in tre atti su libretto di Domenico Canicà era rappresentata nella pregnante regia di Caterina Panti Liberovici. Trasformava così il chiostro di San Domenico in uno spazio teatrale vissuto dal suo interno come vero e proprio luogo dell’azione non teatrale ma come una sorta di vero moderno reality ante literam. I giovani cantanti attori si sentivano perfettamente calati nelle rispettive parti. La direzione di Antonio Greco leggera precisa elegante avrebbe potuto privilegiare maggiori variazioni nelle esecuzioni dei da capo secondo la prassi dell’epoca. Una varietà agogica toglie spesso quella certa monotonia che a volte può sorgere in più di tre ore di musica seppur elevata. Ma ciò è anche questione di gusto e ognuno ha il suo. Federica Carnevale e Candida Guida, rispettivamente soprano e contralto sono due voci che meritano di essere tenute d’occhio per preparazione e qualità artistiche. Si sono distinte poi anche nella mirabile esecuzione del Salve Regina di Scarlatti. Giampiero Cicino e Riccardo Gagliardi erano rispettivamente Ciaccone e Lupino. L’Orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto si presentava con grande eleganza e risposta alle richieste del direttore Antonio Greco. Ricordiamo che tale rappresentazione si è tenuta anche nel magico spazio dei sassi di Matera con grande successo.