Archivio di ottobre 2012

Pointes on music

lunedì 29 ottobre 2012

Pointes on music

Punte in musica

Studio della tecnica delle punte, 1,2,3 corso

Manuale didattico con esercizi e piani musicali.

Mariella Ermini testo

Igor Zapravdin pianista

La sapienza editrice Roma, 2012

 

E’ questa un ‘opera di assai rara pregevolezza.  Non sappiamo quale fra le due componenti evidenziare maggiormente se quella musicale o quella coreutica . il volume è decisamente importante a partire dall’accuratezza della sua compilazione che balza subito all’occhio fin dalla sua prima superficiale consultazione. Il cofanetto edito da La Sapienza editrice di Roma si compone di un volume di quasi trecento pagine in italiano e inglese.  I tre corsi di apprendimento delle punte fanno chiari riferimenti ai pezzi musicali eseguiti nei tre cd dal maestro Igor Zapravdin che al pianoforte ci presenta pezzi dimenticati o di rarissima esecuzione di Drigo e di Minkus. E qui vengono decisamente le sorprese che non ci saremmo assolutamente aspettati. Il maestro Zapravdin sfodera  pregevolissime chicche da balletti dimenticati assolutamente mai registrati da alcun direttore o pianista livello internazionale. Interpretazione tecnica pianistica ma soprattutto senso della danza, accentazione del movimento sono sempre presenti in modo da far invidia ai pochissimi direttori di buon livello in attività nei teatri come specialisti del balletto. Dal punto di vista didattico cioè a dire dello studio delle punte, la minuziosa descrizione ed analisi dei passi della complessa tecnica delle punte è dipanata con grande pertinenza da Mariella Ermini nelle 150 pagine cui si devono sommare quelle in lingua inglese.  L’opera a quanto ci risulta in particolare in Italia, non ha attualmente confronti. Si presenta sia nella forma come nei contenuti di assoluto livello professionale. Proprio per questo ci permettiamo comunque di considerare che sarebbe stato ancora più interessante proporre un video dimostrativo piuttosto che tre anche se preziosi cd. Probabilmente questo avrebbe inciso sui costi già di per sé tutt’altro che trascurabili. Un ottimo regalo natalizio per veri cultori e professionisti.

Traviata inaugura il Verdi di Padova

lunedì 29 ottobre 2012

Traviata con regia di Hugo de Ana al Teatro Verdi di Padova domenica 21 ottobre. Titolo celeberrimo, regista pure, protagonista una cantante di fama internazionale come Natalie Manfrino. Sulla carta un pomeriggio da tutto esaurito, in realtà ottimo successo, teatro pieno ma non completo. Motivi ? la crisi economica o quali altri? Tempi tristi comunque, quali che siano le vere ragioni. Questa produzione non recentissima proveniente dal Teatro di Maribor aveva comunque al suo arco molte frecce anche nella ripresa registica di Filippo Tonon, in assenza del maestro de Ana. Una Traviata piuttosto tradizionale, ricca, fastosa come ai vecchi tempi, se non fosse per qualche imponente struttura metallica che sosteneva le scene e che si voleva distinguere. L’ambientazione comunque non quella originale pensata dal librettista, ma una rivisitazione, visto che si trattava di un liberty piuttosto ricco e colorato in particolare nelle scene d’assieme. Decisamente controcorrente visto l’imperante e dilagante minimalismo. La direzione di Steven Mercurio  si delineava più nelle linee melodiche che in quelle armoniche, ma non riusciva nel suo insieme a comunicare un sentire veramente personale con quegli accenti non scritti in partitura che spesso aiutano i cantanti . Natalie Manfrino annunciata indisposta,  rivelava una vocalità importante convincendo pienamente più sul lato scenico che su quello vocale. Riusciva a commuoverci  quasi solo nell’”Addio del passato”, cantato comme il faut, conservando un rigore da vera professionista anche durante lo squillo di un maleaugurato  telefonino. Vera rivelazione l’Alfredo di Francesco Demuro, tenore assai interessante, che pur dovendo sistemare alcuni passaggi di registro possiede doti più che ammirevoli nel settore acuto . Ci ha stupito la vocalità affascinante di Elia Fabbian alias Germont . In possesso di timbro morbido ed elegante difettava  solo di quel mestiere che  con il tempo potrà apprendere, e quei trucchi che solo con un direttore di tradizione possono imparare.  Buono il Coro e l’Orchestra di Maribor.

Orfeo in Valle d’Itria

giovedì 4 ottobre 2012

Nell’ambito dell’orientamento contemporaneo che il direttore artistico Alberto Triola vuole dare al Festival è stato poi presentato L’Orfeo sul testo originale del secentesco  Luigi Rossi ma riveduto drammaturgicamente dal regista Fabio Ceresa  e soprattutto inframmezzato dalle musiche della giovane compositrice friulana Daniela Terranova. Lo spettacolo in verità piuttosto breve, restringe l’azione del dramma originale ad alcune fasi principali ed amplia in particolare personaggi quali Aristeo, Proserpina e Venere. In particolare poi la drammaturgia si dilunga nella parte delle nozze di Orfeo e di Euridice mentre sorvola in parte su la discesa agli Inferi del poeta. Spettacolo semplice, fatto con pochi mezzi e indubbiamente senza pretese dal punto di vista scenico. Si avvale della convinta esecuzione degli allievi dell’Accademia Paolo Grassi. Lavoro curato nella sua composizione ha ottenuto un buon successo alla prima rappresentazione. Da parte nostra in quanto veri cultori del mondo barocco dobbiamo accusare una certa caduta nella tensione musicale in quanto le continue interruzioni alla partitura originale del Rossi si sono rivelate piuttosto fastidiose.  Soddisfacente è stata l’esecuzione orchestrale di  Carlo Goldstein .