Crispino e la comare inaugura Martina Franca

Crispino e la comare dei fratelli Ricci su libretto del celebre Francesco Maria Piave che ha inaugurato il trentanovesimo Festival della Valle d’Itria si presenta una fra le proposte più interessanti . Per alcuni aspetti antesignano della moderna operetta il melodramma fantastico-giocoso  di Luigi e Federico ha in sé anche non pochi motivi drammatici, situandosi così a mezza strada fra il comico e il tragico.  Il dialetto napoletano avrebbe però avuto bisogno di sopratitoli in italiano ormai irrinunciabili per la comprensione ai più di un testo pressoché sconosciuto. Il lavoro incentrato sulle traversie del povero Crispino, nonostante la professionale conduzione musicale del giovane Jader Bignamini. Non sono risultati evidenti grandi spunti musicali che possano allontanarsi da Donizetti o da certo Rossini minore. La moderna e movimentata regia di Alessandro Talevi non solo coglieva i numerosi risvolti tragicomici trasferendo l’azione in un contemporaneo mondo radiotelevisivo ma faceva ravvisare anche numerosi riferimenti al mondo del cinema. Ammiccamenti e gags sempre presentate con gusto e simpatia in particolare nella figura del baritono protagonista Domenico Colaianni dalla vocalità brunita e precisa del ruolo di Crispino. Stefania Bonfadelli era Annetta graziosa e charmante anche se non sempre a suo agio nelle ardite agilità di una parte fortemente esposta in una scrittura di grande virtuosismo . Bel successo di pubblico alla nostra recita che era l’ultima del Festival.