Cadmus et Hermione

Vi sono serate difficili da dimenticare anche per chi come noi vede abitualmente molti allestimenti durante tutto il corso dell’anno. Cadmus et Hermione andato in scena durante lo scorso gennaio all’Opéra-comique parigina è indubbiamente una di queste. L’atmosfera delle grandi occasioni regnava su quella sera in cui invece che il solito pubblico mondano delle grandi occasioni quello degli appassionati era a farla da padrone. Si trattava della prima vera tragédie lirique del grande compositore di origine italiana Gianbattista Lulli ribattezzato in Francia Lully che ebbe a Parigi una carriera fra le più luminose. Ma tragédie non significa affatto la classica tragedia greca o moderna quanto piuttosto una contaminazione di danza, di tragedia. Vi compaiono personaggi comici presi dalla vecchia commedia dell’arte italiana e in particolare veneziana. Nella produzione parigina tutto ciò era perfettamente coeso. Anteriore a questo Cadmus erano il Borghese gentiluomo del 2004 e Atys del 1991,il tutto sempre sotto la direzione artistica di Vincent Dumestre, e la regia di Benjamin Lazar.  

Questo Cadmus riusciva infatti nel serio compito di riportarci nell’antico 1673 di Molière. Illuminati solo da lampadine gli effetti scenici erano comunque stupefacenti per merito di antiche macchine che, anche se mosse da uomini nascosti, riuscivano nell’impegnativa arte di affascinare spettatori smaliziati abituati ad ogni genere di diavolerie. La freschezza poi di una recitazione precisa e dinamica nel francese dell’epoca come pure del rispetto stilistico nelle danze più adatte. Indubbiamente non si può cercare nell’ispirazione musicale di Lully quella varietà melodica che sarà poi propria di altri compositori posteriori, ma la linea interpretativa e stilistica presentata in quest’edizione parigina riusciva perfettamente a rendere la difficile arte dell’antica”air de cour” di cui l’opera è ancora profondamente intrisa. Ciò che persuadeva pienamente era anche quello stretto lavoro di equipe che, piuttosto che evidenziare le singole individualità, metteva l’accento sull’unità stilistica dell’insieme .Questa in un epoca di star system è indubbiamente una delle migliori lodi che si possano fare. Uno spettacolo lodevole che consiglieremmo a tutti di vedere .