Borgia stilizzata al Verdi di Padova

Fra i titoli più affascinanti non solo del repertorio donizettiano ma belcantistico in genere vi è indubbiamente Lucrezia Borgia che è fra i maggiori tesori ritrovati nel corso della Donizetti renaissance avviata da Maria Callas nei lontani anni Cinquanta e protratta fino ai giorni nostri nella riscoperta dei 70 titoli del massimo compositore bergamasco. In particolare la fosca trama della storica duchessa, morta in realtà di parto ma artefice in vita di efferati delitti, ben viene musicata dal grande Donizetti in un periodo di tempo assai ristretto vista la rinuncia di Saverio Mercadante e soprattutto della grande Henriette Méric- Lalande, attesa nel ruolo principale alla Scala. Lo spettacolo messo in scena al Verdi di Padova per l’inaugurazione della stagione autunnale risente indubbiamente della stagione di spending review imposta dai tempi. La regia di Giulio Ciabatti prevedeva non solo qualche colonna in scena ma nel suo insieme ben pochi elementi significativi. La vecchia regola della sottrazione registica e scenica mal riusciva a rendere l’intensità drammatica del libretto mancando inoltre resa gestuale appropriata e senso dell’azione oltre che scavo psicologico ai personaggi. Tiziano Severini alla testa dell’Orchestra di Padova e del Veneto, da parte sua, solo a tratti evidenziava le tante pregevolezze della partitura dilatando o stringendo troppo spesso i tempi o non adattando le sonorità orchestrali alle voci dei cantanti. La giovane Francesca Dotto protagonista dai mezzi ben leggeri per sostenere l’ardua parte di Lucrezia, si è disimpegnata con gusto e stile ma inevitabilmente senza la giusta drammaticità. Il giovane Paolo Fanale alias Gennaro pur senza presentare la grande scena tenorile ormai irrinunciabile “T’amo qual s’ama un angelo”, è riuscito a presentare un personaggio abbastanza credibile sia scenicamente che vocalmente pur nell’esiguità di mezzi vocali. Rispettabile l’Alfonso di Mirco Palazzi anche se non sempre così autorevole come vorrebbe la perfidia del Duca. Teresa Iervolino è stata un Maffio ben plasmato e convincente. Grande successo finale per tutti.