Bayadère

la-bayadere-r-bolle-ph-andrea-tamoni-teatro-alla-scala.jpgNella nostra ormai lunga “militanza” di osservatore scaligero e non solo durante gli applausi una sola volta ci è capitato di udire l’aggettivo “divina” indirizzato a un’artista.
Fu Sylvie Guillem che alla prima scaligera di Bayadère di qualche anno fa strappò l’agognato aggettivo a un loggionista coraggioso ma anche competente vista l’eccezionalità dell’interpretazione della stupenda interprete francese.
È così che la Scala dopo diversi anni ripresenta il capolavoro di Petipa troppo a lungo dimenticato e che solo negli ultimi decenni è stato presentato in occidente, visto che fino a pochi anni fa era monopolio russo.
Oggi la grande e forse unica rivale dell’étoile francese è Svetlana Zhakarova e la Scala la presenta nei prossimi giorni in un match che si preannuncia assai stimolante, dopo l’eccezionale prova del Lago dei cigni e una Giselle forse un po’ troppo aristocratica e algida ma di purezza impareggiabile nel secondo atto.
Al suo fianco e per la prima volta Roberto Bolle come Solor, un ruolo di grande prestanza e impegnativa permanenza in scena.
Molta attesa anche per il giovane Leonid Sarafanov e per Massimo Murru, mentre un gran “in bocca al lupo” per i solisti e primi i ballerini come Marta Romagna, Sabrina Brazzo, Isabelle Brusson, che si confronteranno nelle numerose recite in programma dal 13 al 26 maggio al teatro alla Scala.
Bayadère è infatti ritenuto non meno della Bella Addormentata e Lago dei Cigni l’ultimo grande classico dell’accademismo ottocentesco. La coreografia di Natalia Makarova, da Marius Petipa, nella ripresentazione del fastoso allestimento scaligero con la direzione orchestrale di David Coleman, le scene di Pierluigi Samaritani, accoglieranno neofiti e appassionati in uno dei più fiabeschi grandi balletti in cui ci auguriamo che il corpo di ballo scaligero abbia modo di brillare.
L’edizione integrale verrà ripresa e trasmessa da Raitre in data da destinarsi.la-bayadere-foto-a-tamoni-teatro-alla-scala.jpg