Anne Frank al Verdi di Trieste

Balletto di rara intensità Anne Frank “parole dall’ombra “ ,quello andato in scena al Verdi di Trieste con grande successo dal 20 al 24 settembre. Il coreografo Walter Matteini  al di là di un prestigioso curriculum, avendo lavorato con i maggiori coreografi contemporanei,ha saputo infatti dare un impronta personale nel linguaggio coreutico.  Oltre un tema piuttosto sfruttato e inflazionato come quello delle celebri memorie della povera bambina ebrea finita in campo di concentramento e mai più tornata a casa durante la seconda guerra mondiale. Un linguaggio intenso pieno di contrazioni e rilassamento tipico di tanta danza contemporanea ma in cui vediamo l’inconfondibile impronta di Mats  Ek . Una coreografia soprattutto  d’insieme quella di Matteini anche se la valida protagonista Maria Focaraccio, nelle vesti dell’infelice bambina ha ben saputo trasfondere la sua disperazione. Assai valide le parti maschili in particolare l’Otto Frank di Julio Cesar Quintanilla in uno stile coreutico che vede proprio nelle caratteristiche maschili di forza e risolutezza, le maggiori attrattive. Fin dall’ouverture è apparso  determinante l’apporto  offerto dalla sicura scelta musicale che spaziava da Vivaldi fino a Bach con palpitanti cori ebraici. La semplicità di scene e costumi  di Ina Broeckx e la forza delle luci di Bruno Ciulli costituiscono poi un degno coronamento dello spettacolo diretto per la parte musicale dal maestro Alvise Casellati.